sinossi

Occorre molto tempo per farsi un’immagine di sé, un autoritratto fedele nell’affresco delle proprie convinzioni; ma basta un’istante perché la mia mano sinistra sfiori il braccio di uno sconosciuto e la storia intera cambi.

La questione, di fronte a certi accadimenti, è come realizzare una memoria non colpevole, una storia che abbia la continuità della propria vita, senza dirsi: “non ero io”.

Gli standard secondo cui analizziamo una situazione e stabiliamo che è problematica sono in sé parte del problema e dovrebbero essere abbandonati…insomma: “Dovrei pensarmi non completamente donna, un umanoide, che è da sempre privo di sensi di colpa…un androide.”

Come sopravvivere ai sensi di colpa di un “tradimento”? Tradirsi è anche dare una diversa  “traduzione” di sé, soprattutto a se stessi, magari immaginandosi altro.

note

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione con Claudio Badii, medico psichiatra, autore de “Lo psichiata innamorato” (1989); vive e lavora a Grosseto, gestisce il blog OperaPrima; con le parole dell’autore:

“Tentavo l’espressione di un’idea di donna che distraendomi dal desiderio di lei mi costringesse al desiderio del tempo necessario a comprenderne le differenze della mia natura di uomo. Il riferimento letterario è a Philip K. Dick e al suo romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”. Il nesso è tra la ricerca attuale su una intelligenza artificiale che simuli il pensiero umano e il sogno mai tentato di comprendere l’antico e ancora ignoto pensiero femminile.”

interprete Patrizia Eger

testi di Claudio Badii

adattamento e regia Massimo Finelli

video Luigi Pagano ed EXSTUDIO

riprese live e montaggio Francesco Garofalo

costumi Nunzia Russo

scheda tecnica

Durata :50′

Testi tutelati dalla S.I.A.E.: No

Musiche tutelate dalla S.I.A.E.: No

Mixer audio +  amplificazione da sala

3 pc 1000 watt + 1 videoproiettore

Dimensioni minime palco 4 m x 4 m

contatti

mail exstudio@libero.it

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